Basket Venafro: il punto sulle giovanili

I campionati giovanili della Basket Venafro sono entrati nel vivo. Dagli esordienti all’u18, passando per u14 e u16, il settore giovanile è in piena attività. Giunti ormai nel pieno della seconda fase, facciamo il punto sulla stagione delle nostre squadre giovanili con i quattro coach Annamaria Cimorelli, Peppe Sabetta e Francesco Valente.

Il campionato degli esordienti, ancora nella categoria Minibasket, è diverso tutti gli altri per una semplice ragione: è il primo campionato, sono le prime partite ufficiali, le prime vittorie, le prime sconfitte. Il gruppo di 2006 e 2007, allenato da Annamaria Cimorelli, ha collezionato finora tre vittorie e tre sconfitte, e si appresta ad iniziare il girone di ritorno.
Annamaria, come ti è sembrato questo inizio di campionato di un gruppo di bambini per i quali è tutto nuovo? Intravedi dei buoni margini di miglioramento?

Annamaria Cimorelli: Quest’anno abbiamo un gruppo esordienti molto numeroso, con tanti bambini che hanno iniziato da poco ma che si sono inseriti benissimo. L’entusiasmo è alle stelle, è difficile fare un allenamento con meno di 20 ragazzi, ma tutto questo da solo non basta. Dopo le prime partite in cui inesperienza ed emozione hanno dominato in campo, ora tutti hanno capito quanto sia importante allenarsi tanto e bene per migliorare. Personalmente, non guardo al punteggio finale e non mi interessa la classifica, guardo solo ai progressi partita per partita e a come rispondono in campo al lavoro fatto in settimana. È un gruppo su cui si può lavorare tanto e che deve pensare innanzitutto a divertisti.


L’u14, guidata da Peppe Sabetta, è ancora a secco di vittorie. La squadra sembra giocare molto bene il primo tempo, ma ancora non regge una partita intera. Referti rosa a parte, vedi dei passi avanti nei singoli e, più in generale, nel gruppo? Quanto può pesare l’assenza di risultati sul morale della squadra?

Peppe Sabetta: L’obbiettivo primario è quello di far crescere i ragazzi con fondamentali individuali e fondamentali di squadra, con lavori con e senza palla soprattutto per sviluppo delle capacità coordinative e delle capacità di lettura. L’assenza di vittorie potrebbe influire in parte, ma fondamentalmente ho trovato un gruppo veramente unito e quindi è più facile mantenere il morale alto. Abbiamo il compito di giocare quarto per quarto con degli obbiettivi difensivi e offensivi e vedere come va. Ovviamente se qualche vittoria arriva di certo non la scartiamo, ma per ora è un “work in progress”.

 

 

 

L’U16, invece, agli ordini di coach Valente, dopo un inizio un po’ tentennante, ha recuperato punti e ha centrato con la Young Termoli la quinta vittoria consecutiva, piazzandosi al terzo posto in classifica.
Quali sono le aspettative per questo gruppo? E a cosa è dovuta l’inversione di tendenza rispetto ad un inizio un po’ fiacco?

Francesco Valente: L’U16 mette insieme due annate che non hanno mai concretamente lavorato insieme in allenamento.
Le 5 sconfitte consecutive con cui siamo partiti sono frutto della poca esperienza di alcuni a giocare i minuti importanti di una partita e della poca amalgama che inizialmente aveva questo gruppo.
Stiamo crescendo partita dopo partita e attualmente abbiamo raggiunto l’obbiettivo minimo che è il terzo posto.
L’obbiettivo stagionale è quello di vincere la semifinale, poi eventualmente in finale si vedrà!

 

 

I ragazzi del 2002 e del 2001, per concludere, stanno affrontando un campionato da protagonisti con l’u18. Malgrado i buoni risultati ottenuti, siamo ancora dietro la coppia termolese Airino – Young. Francesco, cosa ci manca, secondo te, rispetto alle squadre che guidano la classifica? Sei soddisfatto dei risultati ottenuti?

Francesco Valente: Stiamo lavorando molto ma i risultati sono altalenanti. Credo che dal punto di vista tecnico non siamo dietro a nessuno, anzi, ma manca ancora tantissimo dal punto di vista mentale. Bisogna migliorare la gestione dei momenti negativi di una partita ed in generale l’approccio all’allenamento che è ancora ad un livello di intensità troppo basso per poter dare dei frutti di alto livello.
Quando riusciremo a migliorare questi aspetti i miglioramenti individuali e di squadra saranno esponenziali.
Da questo punto di vista il campionato di Promozione è un’esperienza preziosa per i ragazzi (compreso Luca Cancelli). É un campionato molto più competitivo e stimolante e lì possono confrontarsi con squadre ed atleti diversi da quelli che sono abituati ad affrontare, spesso più grandi di età e sicuramente con più esperienza.

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