La bella favola dell’u16

C’era una volta una squadra di ragazzini che giocavano a pallacanestro e volevano diventare davvero bravi, ma i marziani di Termoli ogni volta li sconfiggevano. Trenta, quaranta punti ad ogni partita, e i ragazzini con la maglia del Venafro tornavano a casa delusi e scoraggiati perché i marziani erano davvero troppo forti per essere battuti.
Poi arriva l’allenatore con la barba e il sorriso buono, quello che ogni tanto strilla ma che ha un’idea ben chiara in testa. E i ragazzini piano piano iniziano a crescere. Diventano ogni giorno più bravi, anche se l’impegno e la dedizione non bastano, perché a Termoli non si vince mai e quelli con la maglia del Venafro continuano a tornare a casa abbattuti e scoraggiati.
Un bel giorno però, quando i ragazzi dell’allenatore con la barba scendono in campo, si capisce che qualcosa è cambiato. I marziani dell’Airino sembrano più terrestri del solito e infatti iniziano a perdere. Non una volta, non due, non per caso: perdono perché quelli con la maglia del Venafro sono diventati più forti. E piano piano se ne accorgono anche sul pianeta Young, da sempre inviolato e da sempre inavvicinabile. I quaranta punti delle prime sconfitte diventano trenta, poi venti, poi dieci. Poi all’improvviso quella distanza si annulla. I ragazzini con la maglia del Venafro sono cresciuti ed è cresciuta la loro fame di vittoria. Così, in un anonimo lunedì sera di primavera, gli invincibili della Young diventano finalmente vincibili. I ragazzini violano un’imbattibilità che durava da sempre e stavolta, quando tornano a casa, hanno un bel sorriso stampato in faccia.
Poi arrivano le finali regionali: ancora ragazzini contro marziani. La partita è accesa, combattuta come lo sono tutte le sfide in cui ci si gioca tutto. E alla fine i ragazzini vincono, battono i marziani e vissero tutti felici e contenti.
E invece no, non è sempre così e non per forza una favola, per essere bella, necessita di un lieto fine.
Anche perché in questa favola qui ci sono già tutti gli ingredienti per convertire qualsiasi miscredente alla bellezza salvifica della pallacanestro.
C’è un gruppo di ragazzi che gioca insieme dalle elementari, a cui negli anni si sono affiancati altri ragazzi con la stessa folle malattia per questo sport, ragazzi che hanno scelto di essere presenti ad ogni allenamento, ad ogni trasferta, ad ogni sabato pomeriggio e ogni ponte festivo immolato alla palestra, consapevoli tante volte di giocare meno di un minuto o di non entrare per niente in campo. Un gruppo di ragazzi meravigliosi, che sono stati sempre lì, nel bene e nel male, quando la strada era in discesa, ma soprattutto quando è stata in salita. Quando si deve faticare tanto per arrivare in cima è meno pesante farlo tutti insieme.
I ragazzi dell’u16 hanno giocato una stagione stupenda e non hanno avuto il lieto fine che meritavano, ma poco importa. Perché la sconfitta, quando è sofferta, quando non ti fa dormire la notte e ti lacera nel profondo, ha un potere che la vittoria non ha: ti insegna a crescere.
Chi è abituato a vincere sempre non lo sa, ma il fallimento è il miglior alleato dei vincitori. Non c’è vera vittoria senza passare attraverso il dolore che provoca la sconfitta. C’è qualcosa di assolutamente poetico nella sconfitta. Sono quelle lacrime, quelle notti agitate, quella rabbia che vorresti urlare e trattieni dentro, che ti insegnano la strada per rialzarti.
Ed è quello che faranno i ragazzini con la maglia del Venafro quando strapperanno via i cerotti da questa sconfitta. Si rialzeranno tutti insieme.
Se c’è una cosa che invece tutti noi, grandi e piccoli, abbiamo imparato da loro è che possiamo scontrarci con tutti i fallimenti di questo mondo, ma nessun ostacolo ci piegherà mai veramente se abbiamo imparato ad essere una cosa sola, una squadra.

Attachment

Lascia un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi