Giulia intervista Marco Rossi

Se la pallacanestro potesse sempre scavalacare i muri della scuola e corrompere i ragazzi con la sua mole di storie fatte di passione, sudore, sacrificio e amore, probabilmente le nuove generazioni avrebbero una visione migliore della vita in generale.

Lo sport, come la storia, è maestro di vita, ma ha il vantaggio di proporre dei modelli che non hanno addosso la polvere degli scaffali e il peso dei libri nello zaino.

Giulia ha sedici anni, le piace il basket ed è una delle prime tifose ad arrivare in palestra quando gioca il Venafro.

Quando a scuola le hanno chiesto di intervistare una persona che rappresentasse per lei un modello positivo, non ha avuto dubbi: Marco Rossi.

E così Marco è arrivato là dove il suo esempio, la sua professionalità, il suo talento e la pallacanestro in generale dovrebbero stare sempre: tra i ragazzi, nella scuola.

Ecco di seguito l’intervista fatta da Giulia Melone al play della Dynamic Venafro:

Ciao Marco!

Ciao!

Quando hai cominciato a giocare a basket?

Io ho iniziato che non avevo neanche sei anni, ero in prima elementare e ho iniziato al mio paese ad andare al minibasket.

C’è stato qualcosa in particolare che ti ha fatto appassionare a questo sport?

Da piccolo seguivo la squadra del mio paese perché il mio papà era un dirigente della squadra e così è nato insomma.

Qual è stato il tuo momento preferito nella tua carriera?

Allora, ho avuto la fortuna di vincere due coppe Italia di serie A2 e un anno ero anche il capitano della squadra quindi ho ricevuto io materialmente la coppa in mano ed è stata una bella soddisfazione.

C’è una partita che ti ricordi in modo particolare? Se sì, perché?

Questa è una bella domanda. Mah, una in particolare non lo so… Mh, è difficile, perché poi anche l’anno scorso ce ne sono state di belle qua, ma per fortuna anche negli anni passati ho avuto esperienze fortunate… Non saprei dire onestamente una in particolare.

Che rapporto hai con i tifosi?

Eh, bello. Ho avuto la fortuna, ora sarò ripetitivo, ma ho avuto la fortuna di essere ben visto in tanti posti, di sentire l’affetto della gente, il fatto che viene soprattutto apprezzato quello che faccio al di là dei risultati e delle partite se vanno bene o male, ma viene apprezzato magari come mi comporto, il fatto che sono una brava persona.

Come ti trovi con i tuoi compagni di squadra qui a Venafro?

Bene. Con tutti bene. Tra i ragazzi ci divertiamo nonostante siano tutti più piccoli di me, o sono io che mi adeguo alla loro età ma bene, più che bene.

Bene. Grazie Marco e buona fortuna per questo campionato.

Grazie a te!

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