Derby amaro per la Dynamic Venafro

IL GLOBO ISERNIA – DYNAMIC VENAFRO
64-53

(14-11, 32-19,47-36)

IL GLOBO ISERNIA: Salari 11, Norcino 18, Lenti Ceo 9, Patani 8, Serio 1, Gazineo 4, Melchiorre 6, Sipala 4, Triggiani 3, Bisciotti n.e.

DYNAMIC VENAFRO: Smorra 16, Tamburrini 2, Moretti 15, Prete 2, Kushchev 15, Minchella 1, Chiari 2, Brusello, Cancelli, Pepe n.e.

Nulla da fare, la Dynamic resta sul fondo della classifica.
Zero punti e zero successi. Ma è uno zero che fa male perché, alla quinta giornata, resta sempre lì a ricordarci che gli altri sono stati più bravi di noi.
Fa male perché è figlio di un derby, sfida che distribuisce in egual misura pressione e adrenalina sulle spalle dei giocatori. La tensione c’era ed era palpabile. Un Palafraraccio rumoroso, con le tifoserie locale ed ospite accorse come sempre in gran numero a supportare i propri giocatori, e un’atmosfera che prelude alle grandi sfide.
Una gara a intermittenza quella dei venafrani, che alternano sprazzi di buone giocate a frangenti di buio totale e smarrimento.
L’ex Smorra apre il match con un tiro dall’arco pestando la linea e inaugura una prima fase di equilibrio in cui le squadre segnano poco e sbagliano tanto.
I venafrani pagano come al solito le disattenzioni e i cali di concentrazione, che sono il vero gap che la squadra ospite non riesce a colmare. I primi minuti del secondo quarto ne sono una conferma: 5 minuti sul cronometro e parziale di 12-0 per i padroni di casa.
Coach Mascio prova a tagliare fuori dai giochi Salario e Norcino che, seppur ostacolati in fase d’impostazione, confezionano comunque un ottimo score (11 punti, 12 rimbalzi, 4 assist e 1 stoppata per Salari; 18 punti e 4 assisti per Norcino, con 4/7 dall’arco dei 3 punti).
Ai gialloblù mancano soprattutto l’apporto di Tamburrini, che confeziona solo un 1/7 dal campo, e i punti velenosi di capitan Minchella. Kushchev (15 punti e 7 rimbalzi con il 66% da due e 2/3 dall’arco) prova a tenere in vita una squadra barcollante soprattutto nella prima metà di gara, supportato dalla buona prova di Moretti, l’unico ampiamente sopra la sufficienza.
I pentri restano in vantaggio per tutta la partita, concedendo solo sporadici break agli avversari.
Con Smorra l’inerzia della partita sembra protendere dalla parte dei venafrani. Tripla, 2/3 ai liberi su fallo di Lenti Ceo e di nuovo bomba dall’arco per l’ex del match, che riconduce i suoi ad un solo possesso di svantaggio. 47-44 e speranze che improvvisamente si riaccendono in panchina e sugli spalti. Timeout di coach Sanfilippo e tiro da fuori area di Gazineo che riporta gli isernini a +5. Minchella ha la palla per riaccorciare le distanze, spara da 3 ma il tiro gli esce. Patani riallunga su assist di Lenti Ceo, Sipala commette fallo e con il 2/2 dalla lunetta Smorra consegna al tabellone luminoso il punteggio di 51-46. Ancora dalla linea del tiro libero, Moretti riduce ulteriormente lo svantaggio a due soli possessi, ma i ragazzi di coach Mascio non sanno sfruttare il momento positivo e la possibilità di riacciuffare il risultato piano piano sfuma definitivamente.
Sconfitta che brucia perché non interrompe la striscia negativa. Un insuccesso si somma al precedente con sequenza quasi agghiacciante e alla quinta giornata la carenza di risultati inizia a pesare più del dovuto.
Le disparità sembrano dipendere da un fattore mentale più che tecnico, malgrado ci sia da lavorare su entrambi gli aspetti.
La trasferta a Rimini e la sfida casalinga con Monteroni sono un aut-aut. Annaspiamo nelle parti basse della classifica e una buona prestazione con i nostri diretti avversari è fondamentale per risollevarci e darci la spinta in più per poter affrontare il resto della stagione con qualche stimolo in più.
Per quanto legittime, le critiche dall’esterno servono a poco in questo momento. Coach, giocatori e staff tecnico hanno bisogno di tutto il sostegno possibile ora. Una squadra non va accudita quando vince, è quando non riesce a vincere che va sostenuta.
Siamo solo alla quinta giornata, il campionato può riservarci ancora delle sorprese e bisogna lavorare, lavorare e ancora lavorare per superare questo inizio traballante e farlo insieme. Ancora una volta.

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