Lenny Zaim, chi è il centro belga della Basket Venafro

Nel corridoio c’è rumore di risata. Ci affacciamo e lo troviamo lì, un ragazzone di 1,98 m con l’apparecchio ai denti e una videochiamata aperta sul cellulare.
Quando gli diciamo che è ora di fare l’intervista diventa serio all’improvviso.
E’ Lenny Zaim, il nuovo centro belga della Basket Venafro.
Sembra enorme, ma ha solo ventuno anni. Parla “solo” inglese, francese, tedesco e arabo, per cui con qualcuno ha ancora difficoltà a comunicare.

Ciao Lenny, da dove vieni?
Sono del Belgio, di Bruxelles, ma sono stato tre anni negli Stati Uniti.

A fare cosa?
Ho giocato a basket. Prima nella Mount Zion Christian Academy, in North Carolina, che è la scuola dove ha giocato Tracy McGrady. Poi alla Believe Prep Academy, stavolta nella Carolina del Sud.

Perché hai deciso di venire proprio in Italia?
Ho avuto un brutto incidente l’anno scorso e volevo tornare in Europa per stare più vicino a casa e a mia nonna. Il mio procuratore mi ha cercato dei contatti in Italia ed eccomi qui.

Cosa pensi del basket italiano?
E’ più lento, meno fisico e meno aggressivo di quello americano. In Italia si gioca di più con gli schemi e con la testa (sorride), in Usa si prende palla e si attacca il canestro.

C’è un giocatore italiano che ti piace più degli altri?
Forse Marco Belinelli, ma i miei miti sono anche Paul George, James Harden e ovviamente Kobe.

Tu ti sei presentato alla Basket Venafro come un’ala piccola, ma andrai a giocare la prossima stagione come centro. Cosa cambia per te?
Ovviamente i movimenti. Quelli di un’ala piccola sono differenti da quelli di un centro e dovrò imparare molto.

Ti piace questo nuovo ruolo?
Sinceramente? – scherza – No, è diverso da quello che ho sempre fatto, ma per me è un’ottima occasione per imparare e fare esperienza perché saper fare anche i movimenti di un pivot mi aiuterà tantissimo nella mia crescita sportiva.

Cosa ti aspetti da questa stagione con la Basket Venafro?
Credo che possa essere una stagione competitiva e in cui potrò imparare molto. Per me questo tipo di squadra, molto giovane, è l’ideale per ricominciare dopo i mesi di stop cui sono stato costretto per l’infortunio, quindi sono molto contento di ricominciare da qui.

Chi è il più divertente della squadra?
Ci pensa su, poi per non offendere nessuno (o per ingraziarsi l’allenatore), risponde il coach.

Grazie Lenny, in bocca al lupo per la nuova avventura.
“Prego”, una delle prime parole che ha imparato dell’italiano.

In the aisle there is a laugh noise. We look out the door and see him, a 1.98 mt big guy with a retainer and a opened videochat on the mobile. When we say him that it’s interview time, he suddenly becomes serious.
He is Lenny Zaim, the new Belgian center of the Basket Venafro.
He seems huge but he is only 21. He speaks “only” English, French, German and Arabic, so he still has some problems to comunicate.

Hi Lenny, where are you from?
I’m from Bruxelles, in Belgium, but I stayed for three years in United States.

Why?
To playing basketball. At the beginning in Mount Zion Christian Academy, the high school where played also Tracy McGrady, and then at Believe Prep Academy, in South Carolina.

Why did you decide to come in Italy?
Because I had an accident and I wanted to come back in Europe to stay closer to my home and my grandmother. My agent had some contacts in Italy and so, here I am.

What do you think about Italian basketball?
It is slowly, less aggressive and less physically than the American. In Italy you play with schemes and brain – he smiles – in Usa you take the ball and shoot.

Do you have any favourite Italian basketball player?
Maybe Marco Belinelli, but my myths are Paul George, James Harden and obviously Kobe.

You introduced yourself as a small forward, but you are going to play as a center in this team. What are the differences for you?
The movements, that are different so I have to learn more.

Do you like your new role?
Honestly? – he jokes – It is different, but is good for me to learn and to get experience. Knowing how to play as a center is an extra gear.

What do you expect from the next season?
I think it will be challenging and is an opportunity to learn more. For me this kind of team, so young, is perfect to get back into the game after the injury, so I’m very happy to restart here.

Who is the funniest teammate?
He thinks about it, then he answers “the coach” not to offend anyone (or  maybe to curry his favor).

Thank you Lenny, and good luck for this new adventure.
“Prego”, one of the first Italian words he learned.

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