“Guille! Guille! Guille”

Guille! Guille! Guille!”

Il coro si alza dagli spalti del Pala Pirastu di via Rockefeller, a Cagliari.

Sono quasi le cinque del pomeriggio, la partita è ormai finita da diversi minuti, ma i tifosi dell’Accademia Basket non sono ancora andati via.

Guille! Guille! Guille!”
Un applauso che ha il sapore dell’ovazione, di un richiamo, di quei legami che fanno giri immensi e poi ritornano. Ritornano sempre.

Guillermo Laguzzi è fermo al centro del campo, la tv sarda lo sta intervistando dopo una partita che ha giocato da assoluto protagonista: 20 punti con 8/10 dal campo, un solo errore ai liberi, 4 rimbalzi e una stoppata.
La Dynamic Venafro si è appena imposta di 13 sulla squadra di casa, che ha incassato la terza sconfitta consecutiva in un periodo un po’ turbolento della stagione.
Laguzzi parla ai microfoni con addosso la canotta della squadra molisana e i tifosi lo aspettano per tributargli il giusto saluto. Non i tifosi venafrani, per lo più dall’altra parte del mare, ma quelli con la sciarpetta del Sestu, con cui “Guille” ha giocato tutta la scorsa stagione in serie B, fino ai playout con Vicenza che hanno messo a rischio il titolo.
Non è stata una stagione semplice quella della Su Stentu, l’anno passato. Ma Guille c’era e i tifosi non l’hanno dimenticato.

Nemmeno sabato che è tornato a Cagliari da avversario, con una maglia dai colori diversi e le mani che infilavano palloni nel canestro sbagliato.

I legami umani, che sono alla base di quelli sportivi, vanno oltre i colori, li sbiadiscono per lasciare posto solo alla sostanza.

E la sostanza, in tutta questa storia, è che Laguzzi è più sardo di tanti altri che pure sono italiani. Sarà il caso, sarà il destino, sarà che se arrivi dall’Argentina la Sardegna è la prima cosa che vedi del nostro Paese, ma Laguzzi ha trascorso otto dei suoi tredici anni in Italia proprio su quell’isola nella quale sabato è tornato da avversario.

L’isola in cui ha espresso il suo talento e che lo ha ripagato con tante soddisfazioni, da cui di tanto in tanto si è allontanato solo per farvi ritorno di nuovo, l’isola che gli è rimasta nel cuore e a cui lui è rimasto nel cuore.

E allora quella contro l’Accademia Basket, per Guillermo Laguzzi, non poteva davvero essere una partita come le altre.

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